La casa Bio che ci salva la vita
Parole che si fanno sempre più strada nel senso comune e che sono entrate ormai a far parte nella terminologia quotidiana e nell’universo collettivo.
Dimensioni che occupano oggi l’interesse mondiale, sia da parte delle istituzioni che dei consumatori finali, e che si riflettono nei settori della Bioarchitettura,
della Bioedilizia, dei materiali alternativi e benefici con cui realizzare gli ambienti abitativi.
La grande attenzione che si sta riversando sull’ambiente, la salute, l’aria, il suolo, l’energia, la casa, è sintomo di un interesse preciso:
l’Uomo, tornato ad essere centro dell’universo, chiave di volta, punto di origine di ogni ramo di studi.
L’essere umano, con tutte le proprie esigenze morali, estetiche, psicologiche e fisiche.
In effetti gli stili architettonici hanno assecondato nel tempo le esigenze manifestate dall’uomo. La casa colonica di un tempo, ad esempio, era tracciata su un prospetto
orizzontale, anziché un modulo verticale come quello moderno, pensata e costruita su pietre naturali, la dimensione ideale tra l’uomo e il suo pensiero, il suo vivere,
il suo rapportarsi nelle sfere affettive.
L’alimentazione stessa era biologica per antonomasia, poiché l’uomo produceva nella propria terra il cibo per sostentarsi.
Gli equilibri del tempo e della vita erano
determinati dalla scansione delle stagioni, del vivere le affettività quotidiane all’interno delle pietre naturali della propria casa. Una dimensione assolutamente
naturale, in cui l’uomo armonizzava i propri equilibri psico-emozionali.
Sicuramente psicosi e stress non erano patologie conosciute, tanto che figure come psicoterapeuti, psicologi e psichiatri sono nate solo dopo la rivoluzione industriale, per analizzare e
colmare quei bisogni di autenticità e naturalità, perduti nei ritmi delle catene di montaggio degli openoffice. Il bello architettonico si è sostituito alle
esigenze di cantiere; le antiche Cattedrali, portatrici di memoria storica e letteratura di vita, hanno lasciato il posto ai mostri di cemento, nuova espressione della storicità
del terzo millennio.
Come recuperare allora quella naturalità, quell’equilibrio tra vivere e abitare, che sembra ormai così compromesso?
Una delle risposte è data propria dalla scelta bio degli ambienti in cui respiriamo, dormiamo, mangiamo, lavoriamo, in cui cresciamo i nostri figli. Concretamente, significa
scegliere materiali bio, pietra bio per i nostri ambienti, come Biopietra di Kerma, utilizzabile nelle nostre cucine, nei soggiorni, camere da letto,
bagni, nelle zone esterne delle nostre case
L’uomo, per vivere bene, ha bisogno di naturalità: nei propri ritmi, nei cibi che mangia, nei materiali e nelle pietre della propria casa, in grado di assicurare la
protezione acustica-termica-solare.
L’uomo vive all’interno di un sistema costituito da quattro pelli: la prima pelle è il derma, che ripara il nostro corpo dal mondo esterno. La seconda pelle
è l’abito, che protegge il derma. La terza pelle è la nostra casa, l’habitat che ci avvolge, ci coccola e ci ripara dal mondo esterno. La quarta
pelle è l’ambiente, che si situa esattamente dove finisce la nostra casa e iniziamo noi: è la terra, il sole, l’aria che respiriamo.