Quando si parla di Bioedilizia spesso si associano in modo automatico concetti derivanti dalle varie discipline legate a queste tematica: un bio architetto
ci parla del “bello architettonico”, un medico specialista sottolinea i benefici della pietra bio, un produttore di Biopietra attesta l’impatto
ambientale nullo, un costruttore denuncia la domanda crescente di materiali bio nel consumatore finale.
Un mondo di innegabili vantaggi, dunque.
Ma ci sono garanzie tangibili per il cliente che sceglie di costruire o ristrutturare la propria casa con materiali bio?
Eccome. Gli enti di certificazione, prima di tutti, che si schierano dalla parte del consumatore. Il Sistema Italiano di Certificazione dei Materiali
per la Bioedilizia è nato nel 2004 dall’accordo siglato tra l’Istituto per la Certificazione Etica e Ambientale (ICEA) e l’Associazione
Nazionale per l’Architettura Bioecologica (ANAB), in seguito al riconoscimento delle crescenti problematiche ambientali e sociali associate alla produzione
e all’utilizzo dei materiali da costruzione. Il sistema ANAB-ICEA conta oggi 17 imprese, tra cui Kerma, ed oltre 50 prodotti certificati, tra cui tutti
gli articoli della collezione Biopietra, che vanno dai pannelli isolanti in materiali naturali, ai laterizi porizzati, dalle malte ed intonaci alla perlite ed
argilla espansa, dalle calci naturali alle pietre ricostruite.
Spesso, non sappiamo quanto realmente sia “sicura” la nostra casa o gli uffici in cui passiamo gran parte della giornata, che livello di inquinamento
viene riscontrato e quali le cause e gli effetti principali sull’uomo. L’aria che respiriamo nelle case, negli uffici, nelle scuole, dove trascorriamo
il 90% del tempo, è spesso più inquinata di quella esterna. Gli inquinanti possono essere di origine biologica (muffe, batteri, funghi, pollini, ecc),
di origine chimica (monossido di carbonio, biossido di carbonio, biossido di azoto, anidridi varie, composti organici volatili, formaldeide, toluene, benzene,
stirene, isocianati, ecc.) e di tipo fisico (gas radon, campi elettromagnetici naturali e artificiali). L’effetto di questi inquinanti sulla salute degli
abitanti, sono da tempo all’attenzione della scienza bio-medica.
Già nel 1987 l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha riconosciuto e definito la Sick Building Syndrome
(Sindrome dell’edificio malato - SBS) come “un complesso di sintomi di malessere generale, non specifici ma ripetitivi, lamentati dagli
occupanti di particolari fabbricati”, ad esempio ambienti sigillati e dotati di impianti per il condizionamento dell’aria, che spariscono
allontanandosi dagli edifici.
La Building Related Illness (malattia correlata all’edificio - BRI) è,
invece, un complesso di sintomi che si manifestano in uno o più occupanti del medesimo edificio, spesso riferiti ad uno specifico fattore
eziologico (scatenante la malattia) presente nell’aria dell’ambiente confinato e identificati dal lungo tempo necessario per la guarigione.
Un vero e proprio viaggio alla scoperta dell’ambiente che ci accoglie ogni giorno, così familiare, spesso così sconosciuto.
Pensiamo infatti che le sostanze inquinanti sono frequentemente associate a “sorgenti” molto comuni, come i materiali per le costruzioni,
i materiali e i prodotti per le finiture, gli elementi di arredo e corredo, gli impianti di climatizzazione e riscaldamento, i prodotti di largo consumo
per la pulizia e la manutenzione dei nostri ambienti. Scegliere materiali garantiti significa quindi puntare a una superiore qualità di vita e riportare
l’Uomo alla centralità che merita.