Kerma entra nella casa più amata d'Italia

Se chiedessimo a qualsiasi persona, di ogni genere, tipologia o età, qual è lo show più seguito, amato e chiacchierato d’Italia … la risposta sarebbe per tutti la stessa: il Grande Fratello, il reality che ha cambiato le regole stesse del fare televisione.


Una fra le maggiori novità introdotte quest’anno dal reality, giunto alla sua 9° edizione, riguarda proprio la scelta della Casa che ospita i concorrenti: per la prima volta si tratta di una struttura ecosostenibile, attenta al risparmio energetico e alle risorse ambientali. Un edificio di 1.600 mq con pannelli solari, mobili in legno naturale, moquette in fibra di cotone, giardino con bambù e piante mediterranee e un terrazzo trasparente dove prendere il sole.

E le pareti della casa? Come realizzare i rivestimenti con i maggiori benefici per l’Uomo e per l’Ambiente, che fossero anche di grande impatto estetico, in linea con le note scelte d’arredo della Casa? Con Biopietra Prestige Collection di Kerma, naturalmente. Chiediamo ad Emanuela Trixie Zitkowsky, che ha curato la scenografia della Casa in tutte e nove le edizioni del Grande Fratello, quali sono state le ragioni che quest’anno hanno portato a scelte di ecosostenibilità.

<<Le motivazioni? Realizzare una scenografia al passo con le innovazioni architettoniche ed i nostri tempi>>. Spero che la “Casa” sia di esempio e possa aiutare a sensibilizzare la gente su questo argomento così importante. Da anni la produzione è molto attenta nel dare input di ecosostenibilità agli spettatori. Non dimentichiamo che, sin dalla seconda edizione, i concorrenti avevano nella casa i bidoni per la raccolta differenziata. Il fumo è vietato negli ambienti chiusi.

Le pile usate dei microfoni vengono raccolte in appositi recipienti e le lampade utilizzate per l’illuminazione architettonica sono tutte a basso consumo. La nostra è un’evoluzione progressiva negli anni>>. Si parla di innovazione, di evoluzione nelle scelte architettoniche e costruttive … e si arriva immancabilmente all’utilizzo di materiali propri della bioedilizia e della bioarchitettura.

<<Sono pienamente d’accordo sulla scelta di questi prodotti – continua la Zitkowsky - e spero che le tecnologie e la ricerca si evolvano rapidamente in questo senso, poiché l’inquinamento, sotto tutte le sue forme, ormai è palesemente entrato nella nostra salute. Siamo ogni giorno bombardati da emissioni, radiazioni ed altro, senza saperlo e senza vedere, ma gli ospedali sono pieni di nuove patologie sconosciute alla medicina e i più colpiti sono i bambini>>. E colpisce nel segno.

Gli ultimi rapporti dell’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità – attestano che il 40% dei materiali utilizzati in edilizia può avere ricorrenti effetti nocivi sulla salute, come emicranie, affaticamento, sonnolenza, irritazione agli occhi e al naso, gola secca. Le collezioni Biopietra e Biopietra Prestige Collection rappresentano attualmente le uniche linee in Europa ad avere tutti i prodotti completamente biocompatibili e certificati ANAB. Un fattore che ha pesato moltissimo nella selezione di Kerma per la Casa del GF9, voluta dalla Endemol, casa produttrice del reality. <<Mi ha fatto molto piacere – continua la Zitkowsky – che la Endemol mi abbia proposto la nuova linea Biopietra Prestige Collection per la Casa … gli input sulla nuova struttura da realizzare vertevano proprio su questi dati, ma spesso bioedilizia non è sinonimo di bellezza e di eleganza. Nell’ultimo anno, invece, i materiali sono stati selezionati anche sotto l’aspetto estetico, oltre che quello funzionale>>. Facile capire, quindi, perché la scelta è andata sui materiali della linea Biopietra Prestige Collection, in particolare sul rivestimento “Sirio”, utilizzato per la parete esterna dietro la piscina, per la colonna esterna e per la doccia tripla. “Sirio”, come ogni altro prodotto della linea Biopietra Prestige Collection, unisce tre fattori: la possibilità di ottenere la totale personalizzazione degli ambienti (“dimmi che pietra vuoi, noi la realizziamo”), il forte impatto estetico e la totale biocompatibilità dei materiali.

E la Zitkowsky aggiunge: <<Determinante è stata anche la forte vicinanza del prodotto a quello scenografico. Desideravamo raggiungere un obiettivo e siamo arrivati alla realizzazione dello stesso. La creatività non viene intaccata dalla scelta dei materiali, ma sono gli stessi che la assecondano, e così è stato con il rivestimento “Sirio”>>. Parliamo di reali vantaggi, allora. Legati al dover far fede alle scelte della produzione, alle necessità scenografiche, ai tempi di realizzazione, alla fruizione finale da parte dei concorrenti e a quella da casa, da parte del pubblico.

<<Utilizzare un rivestimento biocompatibile, totalmente personalizzabile nelle forme, nei colori, negli spessori, perfino nella brillantezza o luminescenza, ha fatto la differenza. Mi occupo prevalentemente di Immagine (televisiva, cinematografica, fotografica, ecc.), dove la cosa più importante è trasmettere immediatamente una soluzione grafica complessiva gradevole. La scenografia è un’architettura di forte impatto emotivo. Non è destinata a durare nel tempo reale, ma resta dentro di noi e nelle immagini. In questo caso, nelle emozioni, prima di tutto. Se una narrazione televisiva si svolge in un contesto scenografico appropriato, il telespettatore avrà dentro di sè un ricordo più vivo e sereno>>. Biocompatibilità, innovazione della materia, estrema personalizzazione e funzionalità dei prodotti. Nonché fortissimo impatto estetico. Molto spesso si ricorre a calchi in vetroresina per realizzare pareti scenografiche, ma nel caso del Grande Fratello la scenografia viene vissuta: l’utilizzo di veri materiali è fondamentale per colmare questa novità scenografica introdotta dal reality, in particolar modo dal Grande Fratello. Il rivestimento “Sirio” ha raggiunto lo scopo desiderato, venendo incontro alle necessità scenotecniche e agli strettissimi tempi di realizzazione scenica. <<La paura principale – spiega la Zitkowsky – è che la posa di materiali veri e non scenografici abbia bisogno di un tempo più lungo di realizzazione. I nostri tempi costruttivi sono lontani anni luce da quelli architettonici. La velocità di esecuzione e il peso dei materiali su pareti scenografiche spesso ci fanno ricorrere a materiali non presenti sul mercato edilizio, ma di pura realizzazione scenotecnica. Con “Sirio” di Biopietra Prestige Collection non abbiamo avuto alcuna difficoltà: il materiale si è prestato perfettamente, sia come facilità di posa, che come resa estetica finale >>.

Anche il gradimento del pubblico registrato quest’anno, la dice lunga. La nona edizione del Grande Fratello si è rivelata molto forte, con dati di ascolto particolarmente alti ed una media del 30% di share. <<Sono molto soddisfatta dei risultati raggiunti e sono sicura che, oltre all’ottima scelta del cast, la Casa e i materiali usati per realizzarla abbiano influito molto sulla resa del reality. E’ molto difficile realizzare una “Casa”, che resti pur sempre scenografia, ma viva di riprese costanti che durano tre mesi senza pause. La scena classica si “spegne” e si “riaccende” quando arrivano gli attori, il suo utilizzo è puramente finzione. I rubinetti che stillano acqua in un film lo fanno per il tempo della registrazione e, al posto delle tubazioni, vi è un tecnico che, con un tubo in plastica e un recipiente, immette l’acqua nel momento in cui il regista dice “azione”. Il nostro set vive per tre mesi e viene toccato e vissuto dai concorrenti, che non sono attori. Non saprei come definire il set del Grande Fratello, forse un’archiscena>>.

L’inserimento di complementi di arredo e di materiali “sponsor” è un fattore sempre molto delicato all’interno di un reality. La trasmissione è costantemente seguita dal pubblico e i concorrenti possono esprimere 24 ore su 24 tutto quello che vogliono, nel bene e nel male. <<I prodotti utilizzati – conclude la Zitkowsky – vengono messi a dura prova dai concorrenti che, all’interno del reality, a volte si comportano come a casa loro non farebbero mai: passeggiano sul piano cucina, si siedono sui lavandini, saltano sui mobili e sui letti in più persone. Proporrei la trasmissione alle aziende come Crash Test. Superare un reality è molto duro, non solo per i partecipanti, ma anche per i “concorrenti” meno visibili>>.


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